PRESENTAZIONE E OBIETTIVI

Nel contesto della letteratura italiana la figura di Carlo Porta (1775-1821) occupa un ruolo peculiare, in ragione dell’altezza degli esiti espressivi raggiunti nei suoi versi ambrosiani. L’opera di Porta, sorretta da un liberalismo laico intriso di valori illuministici, costituisce un ponte ideale fra Giuseppe Parini e Alessandro Manzoni: da un lato aggiorna le taglienti satire del primo contro le forze della reazione, dall’altro offre un contributo inestimabile alla civiltà narrativa del nostro Paese, grazie ai poemetti nei quali prendono la parola umili popolani, portando sulla pagina questioni ineludibili quali il rapporto fra cittadino e istituzioni, la violenza di genere, le ingiustizie sociali.

Non è possibile spiegare l’apparizione dei Promessi sposi senza tener conto dell’esempio di Porta, il maggiore narratore in versi italiano del XIX secolo. Un poeta nuovo anche dal punto di vista sociale: un borghese che non rimpiange le arcadie campestri e non celebra la guerra nobiliare ma si concentra sulle dinamiche della città moderna, sede elettiva di una prosperità pacifica e operosa. Anticipa così un paradigma dominante dopo l’Unità d’Italia, contribuendo ad alimentare il mito di Milano capitale morale, luogo del lavoro produttivo e socialmente utile.

I versi di Porta per circa un secolo costituirono «un cardine» – secondo le parole di Dante Isella – «dell’educazione sentimentale di ogni lombardo», finché il ventennio fascista ne decretò il declino. Solo nell’ultimo dopoguerra la critica mostrò uno spiccato interesse nei confronti del poeta milanese. A tale periodo risale la ripresa dei lavori filologici sull’opera portiana per merito di Isella, che curò una fondamentale edizione critica; ad essa si rivolsero altri studiosi di rango, come Antonio Banfi, Guido Bezzola, Gennaro Barbarisi, Angelo Stella, Pietro Gibellini, Franco Brevini. Porta nel frattempo era assurto a modello fondamentale non solo in ambito poetico ma anche sul versante della prosa narrativa, nelle pagine di Carlo Emilio Gadda, Giorgio Bassani, Giovanni Testori, Alberto Arbasino e altri scrittori di primo piano.

A dispetto dell’accertato valore della sua opera, la conoscenza dell’opera di Porta negli ultimi decenni è andata scemando presso il vasto pubblico. I dischi in cui mattatori del calibro di Dario Fo, Franco Parenti, Franca Valeri hanno interpretato i suoi versi ci ricordano come sia tempo di riportarne la voce nei teatri, ma anche nelle aule scolastiche e per le strade, tramite eventi e letture organizzati là dove le avventure dei suoi popolani ebbero luogo. Per tutto ciò, in occasione del bicentenario della morte, che cade il 5 gennaio 2021, il Comune di Milano ha ritenuto opportuno tributare un omaggio alla figura di Carlo Porta promuovendo un Comitato Nazionale per le celebrazioni al quale affidare l’organizzazione di un articolato programma di iniziative di carattere scientifico, didattico e divulgativo, in piena coerenza con la prima linea progettuale che ha garantito al capoluogo lombardo il riconoscimento di Città Creativa UNESCO per la Letteratura: «Raccontare Milano letteraria ai milanesi, ai nuovi milanesi, figli di stranieri o stranieri venuti a vivere qui, e ai turisti, attraverso eventi e multimedialità».

Il Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario della morte di Carlo Porta (1821-2021) intende perseguire i seguenti OBIETTIVI.


Suscitare il coinvolgimento della comunità scientifica, promuovendo e stimolando gli studi su Porta e sulla tradizione dialettale milanese. La digitalizzazione di un significativo nucleo di autografi, tratti dalla fondamentale Raccolta Portiana, e l’organizzazione di un convegno scientifico, volto a promuovere un bilancio e insieme un rilancio degli studi su Porta, gioveranno a riportare luce sulla sua opera, sulla formidabile stagione in cui si trovò a operare accanto a maestri del calibro di Manzoni, Foscolo, Stendhal, ma anche sull’importanza del modello portiano per la letteratura novecentesca.

Diffondere la conoscenza della figura e dell’opera di Porta e della tradizione milanese dal Medioevo a oggi in ambito scolastico e in contesti non specialistici. Un sito internet, una mostra documentaria, iniziative didattiche, eventi e pubbliche letture, il restauro della statua milanese del poeta in via Larga e nuove traduzioni in lingue estere contribuiranno a risvegliare l’attenzione verso un protagonista del primo Romanticismo italiano e la secolare tradizione poetica cui appartiene.